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Molti di voi lo avranno già letto sul numero di “Repubblica” di ieri, ora è anche online l’articolo che annuncia l’attribuzione a Caravaggio di una nuova versione della Maddalena in estasi. Si tratta di una composizione nota attraverso numerose repliche, le più famose delle quali sono quella realizzata da Louis Finson (Musée des Beaux-Arts di Marsiglia) e la cosiddetta “Maddalena Klain” di collezione privata romana, da alcuni dichiarata autografa e già offerta in vendita qualche anno fa alla Galleria d’arte antica di Palazzo Barberini.
Secondo Mina Gregori, il dipinto presentato da “Repubblica” sarebbe proprio l’originale realizzato dal Merisi poco prima di morire e l’attribuzione sarebbe supportata dalla presenza di un cartellino recante la scritta «Madalena reversa di Caravaggio a Chiaia ivi da servare pel beneficio del Cardinale Borghese di Roma» e di un timbro in ceralacca della dogana romana.
Difficile valutare l’opera dalla foto sul giornale; non vengono date indicazioni precise sull’attuale collocazione del quadro, si parla genericamente di “collezione europea”. Viene però da pensare che non si trovi molto lontano da noi leggendo nell’articolo la frase «Nel paese in cui si trova […] il quadro è stato sottoposto a una pulitura e agli esami di laboratorio per datare la tela», poiché la riflettografia dell’opera fa bella mostra di sé sul sito internet di un’azienda bolognese specializzata in indagini diagnostiche.
Non è quindi così improbabile la possibilità di vedere dal vivo la nuova Maddalena all’Expo del prossimo anno, come si è affrettato a proporre Vittorio Sgarbi (notizia riportata oggi da “Il Giornale” e “Il Giorno“).

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