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Saturnino Gatti. Pittore e scultore nel Rinascimento aquilano
di Ferdinando Bologna

In libreria dal 12 gennaio 2015

Il libro

Saturnino Gatti. Pittore e scultore nel Rinascimento aquilano, prima monografia in assoluto sull’artista, offre al lettore una ricostruzione analitica dell’attività di Saturnino sullo sfondo dell’ambito artistico dell’Aquila, dei suoi rapporti con la Toscana fiorentina e l’Umbria centro-settentrionale nonché un’illustrazione storico-critica di tutte le sue opere conosciute, fra le quali si trovano dipinti appartenenti a raccolte private e a musei d’Europa e d’Oltreoceano, oltre a talune rare ma importantissime sculture. Ferdinando Bologna, autore del volume, ci conduce attraverso un itinerario rinascimentale sulle orme di Saturnino che parte dall’Aquila e si snoda attraverso le grandi capitali dell’arte indagando nel dettaglio, tra raffronti mai svelati prima, somiglianze di linee, forme e colori che parlano di un Rinascimento capace di abbattere le distanze. Ricostruisce con perizia le molteplici connessioni con i maestri e l’arte del tempo. Un viaggio che ci trascina fin dentro le pieghe dei panneggi e i chiaroscuri delle chiome dei santi e degli angeli alla scoperta della bellezza.

Saturnino Gatti (San Vittorino 1463? – Aquila 1521) è attivo fra gli ultimi tre decenni del secolo XV e i primi due del XVI. Contemporaneo di Silvestro dall’Aquila, che fu principalmente scultore, prese come questi le mosse dall’importantissimo nodo culturale rappresentato a Firenze dalla bottega dell’orafo, scultore e pittore Andrea Verrocchio, frequentata a partire dal 1470 dal giovane Leonardo da Vinci, da Lorenzo di Credi, dal Ghirlandaio, da Pietro Vannucci detto il Perugino e dai maestri umbri della sua cerchia. Svolgendo le esperienze plastico-pittoriche maturate a Firenze, e muovendo da un’iniziale attività di miniatore riconoscibile innanzitutto in una delle pagine più importanti della Bibbia di Federico da Montefeltro oggi conservata nella Biblioteca Vaticana, Saturnino Gatti lavorò di affresco e di pittura su tavola non solo per il Comune e varie chiese aquilane, ma anche per San Panfilo, chiesa madre di Tornimparte (dove è superstite la sua opera più rappresentativa: il vasto ciclo di affreschi da lui eseguito a coprire l’intera zona presbiteriale), per Santa Maria Assunta di Assergi, per Norcia, per i centri monastici di Sulmona e persino Terranova in Calabria.

L’autore

Ferdinando Bologna è professore emerito di Storia dell’arte medievale e moderna all’Università Tor Vergata di Roma, doctor honoris causa dell’Università di Barcellona e dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara. Ordinario dal 1965, ha insegnato Storia dell’arte medievale e moderna nelle Università di Salerno, Messina, Siena, Napoli e Roma. Ha diretto il Corso di specializzazione in Storia dell’Arte dell’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli. Collabora con le più importanti riviste storico-artistiche italiane e straniere. È direttore responsabile di «Confronto», periodico semestrale di studi e ricerche di storia dell’arte europea, ha fatto parte di numerosi comitati scientifici e curato mostre nazionali e internazionali, ultima delle quali Antonello da Messina per il Mart di Rovereto. Ha diretto la Storia dell’arte in Italia per UTET-Garzanti ed è autore di numerosi libri variamente distribuiti sul versante medievale e moderno.

Textus Edizioni – L’Aquila 2014
Isbn 978-88-87132-97-7
pp. 300 Ill. a colori
€ 75,00

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