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Marco Tanzi
La Zenobia di don Álvaro
e altri studi sul Seicento tra la Bassa padana e l’Europa

Cerano e i Procaccini, Genovesino e i Nuvolone, e altri ancora, sono i protagonisti di questo libro che raccoglie e aggiorna sensibilmente una serie di contributi scalati nell’arco di un trentennio: l’ombelico è Cremona con il suo territorio. Si incontrano opere diventate invisibili pur essendo sotto gli occhi di tutti, altre di raccolte pubbliche e private, altre ancora scovate in chiese di campagna quasi sempre chiuse: una tela dell’ultimo Genovesino, l’unico quadro di Giuseppe Caletti nella terra d’origine, una pala di Camillo Procaccini già in San Domenico. Non solo Cremona: c’è una proposta per Cerano scultore e la rara iconografia di una teletta del cappuccino Paolo Piazza, forse dipinta a Praga per Rodolfo II. Un dipinto farnesiano del Malosso è in relazione con un madrigale di Giovan Battista Marino, mentre emerge, a Milano, la figura del poeta veneziano Giovanni Soranzo, che dedica sonetti a Giulio Cesare Procaccini e ai quadroni della Vita del Beato Carlo Borromeo in Duomo, e lascia una descrizione visionaria dell’orologio del Torrazzo di Cremona. Poi affondi, tra la Bassa e l’Europa, nel saggio che dà il titolo al libro, con una tela del Genovesino eseguita per il castellano di Cremona don Álvaro de Quiñones. Il soggetto, Zenobia regina di Palmira, è ripreso da un dramma storico del campione del Siglo de Oro, Pedro Calderón de la Barca, che aveva combattuto con onore agli ordini del Quiñones nella guerra di Catalogna. Un grande ritratto è invece il pretesto per aggiustare il tiro sull’«amico cremonese di Velázquez», Pietro Martire Neri, tra la Lombardia spagnola e la Roma di Innocenzo X. Ma ci sono anche pagine più intime nelle quali l’intreccio di tempi e luoghi, di quadri e situazioni, di amori e ossessioni, riesce a fare da irrituale premessa a una mostra sul Barocco lungo il corso, pigro e solenne, del Po.

L’autore
Marco Tanzi
Nato a Cremona nel 1956, insegna Storia dell’arte all’Università del Salento. Si occupa prevalentemente della cultura figurativa del Quattrocento e del Cinquecento in Valpadana, sulla quale ha scritto saggi e curato mostre: tra queste «Pedro Fernández da Murcia, lo Pseudo Bramantino» (Castelleone 1997), «Barocco nella Bassa: pittori del Seicento e del Settecento in una terra di confine» (Casalmaggiore 1999), «Disegni cremonesi del Cinquecento» Firenze, Uffizi, 1999), «I tarocchi dei Bembo» (Milano, Brera, 2013). Tra gli studi monografici ricordiamo Boccaccio Boccaccino (Edizioni del Soncino 1991), I Campi (5 Continents 2004) e Arcigoticissimo Bembo (Officina Libraria 2012).

Edizione: 2015
224 pp.
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 17 x 24 cm
51 ill. a colori
ISBN: 978-88-97737-56-8
Prezzo: 19,90 €
Lingua: italiano

in preparazione marzo 2015

via www.officinalibraria.com

 

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